La climatizzazione di un hotel inserito in un edificio storico richiede di conciliare esigenze che non sempre sono semplici da far convivere: comfort termico, silenziosità, variazioni del fabbisogno durante la giornata, spazi tecnici limitati e rispetto dell’architettura esistente.

È la sfida affrontata nella riqualificazione di Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere, nelle Langhe piemontesi, dove un antico monastero è stato recuperato e trasformato in una struttura ricettiva di alto livello.

Gli impianti idraulici e termotecnici sono stati completamente rifatti attraverso una soluzione EMMETI basata su 8 pompe di calore Mirai da 17 kW in parallelo, 3 caldaie etiKa Power 115 in cascata e ventilconvettori Silence THIN ETI da incasso nelle camere.

L'obiettivo non era semplicemente riscaldare e raffrescare l'edificio, ma progettare un sistema capace di adattarsi ai reali fabbisogni della struttura e, allo stesso tempo, di inserirsi con discrezione in un contesto architettonico di particolare pregio.

In sintesi

A Borgo Monchiero il progetto di climatizzazione è stato sviluppato partendo dalle esigenze tipiche di un hotel di lusso inserito in un edificio storico: elevata modulazione della potenza, comfort acustico, continuità del servizio e minimo impatto sugli ambienti. La generazione è affidata a 8 pompe di calore Mirai da 17 kW installate in parallelo, supportate durante il funzionamento invernale da 3 caldaie etiKa Power 115 installate in cascata. Nelle 19 camere e suite, i ventilconvettori Silence THIN ETI sono stati integrati all'interno di arredi realizzati su misura. Non essendo al momento disponibili i dati APE pre e post intervento, il miglioramento energetico non viene quantificato attraverso un salto di classe, ma il caso evidenzia il valore di una progettazione impiantistica costruita attorno alle caratteristiche reali dell'edificio e del suo utilizzo.

Quali esigenze deve soddisfare la climatizzazione di un hotel di lusso?

In un hotel il sistema di climatizzazione deve riuscire a rispondere rapidamente a fabbisogni che cambiano nel corso della giornata e da una camera all'altra, mantenendo allo stesso tempo elevati livelli di comfort termico e acustico.

L'utilizzo di una struttura ricettiva è infatti molto diverso da quello di un'abitazione. Le camere possono essere occupate o libere, gli ospiti possono richiedere temperature differenti e il carico termico dell'edificio può cambiare rapidamente in funzione delle condizioni climatiche, dell'occupazione e dell'utilizzo degli spazi.

Proprio per questo, tra i requisiti che EMMETI individua per la climatizzazione degli hotel rientrano la possibilità di adattarsi alle diverse condizioni di utilizzo, la personalizzazione del comfort, la reattività del sistema e la silenziosità dei terminali.

Nel caso di Borgo Monchiero a queste esigenze si aggiungeva un ulteriore livello di complessità: l'impianto doveva inserirsi all'interno di un edificio storico recuperato con particolare attenzione alla conservazione della sua identità architettonica.

Perché Borgo Monchiero rappresentava una sfida particolare?

Borgo Monchiero nasce attorno all'antico monastero e al Santuario della Madonna del Rosario, fondato nel 1752, sulla collina che domina il paesaggio delle Langhe. Le antiche celle dei monaci sono oggi parte degli spazi destinati all'ospitalità, recuperati mantenendo il rapporto con la storia del luogo e introducendo il comfort richiesto da una struttura contemporanea.

La struttura comprende 19 camere e suite, con superfici che variano indicativamente da 19 a 44 m². La distribuzione degli ambienti e la presenza di spazi con caratteristiche differenti rendevano quindi necessario un impianto capace di adattare la propria risposta alla domanda reale dell'edificio. Le informazioni pubblicate dalla struttura confermano inoltre la presenza di differenti tipologie di camere e suite ricavate all'interno del complesso restaurato.

Il recupero architettonico ha ricevuto anche il Premio R?gula 2025 nella categoria Hospitality, assegnato al progetto dell'architetto Stefano Tardito. Il riconoscimento riguarda l'intervento di restauro e la capacità di integrare il comfort e le tecnologie contemporanee senza cancellare il carattere storico del monastero.

È in questo contesto che va letta anche la progettazione impiantistica: le apparecchiature tecniche non potevano diventare elementi estranei agli ambienti, ma dovevano inserirsi nel progetto complessivo con la massima discrezione possibile.

Perché è stato scelto un sistema ibrido con pompe di calore e caldaie in cascata?

La scelta di un sistema ibrido nasce dalla necessità di ottenere un'elevata capacità di modulare la potenza disponibile e, allo stesso tempo, garantire la copertura del fabbisogno termico della struttura anche durante la stagione invernale.

La generazione è stata quindi organizzata su due livelli. Il primo è costituito da 8 pompe di calore Mirai da 17 kW installate in parallelo. La tecnologia inverter della gamma Mirai consente di adeguare progressivamente la potenza erogata alla richiesta dell'impianto, invece di lavorare esclusivamente secondo una logica acceso-spento. Scopri le pompe di calore Mirai SMI 4.0

A questo primo livello sono state affiancate 3 caldaie a condensazione etiKa Power 115 installate in cascata, chiamate a supportare il sistema nella copertura del fabbisogno termico invernale.

Anche la configurazione in cascata risponde alla stessa logica progettuale: disporre di più generatori permette di costruire un sistema in grado di adeguare il proprio funzionamento alle diverse condizioni di carico, anziché dimensionare tutta la risposta dell'edificio attorno a un unico generatore.

Le caldaie etiKa Power sono disponibili anche nella versione 115 utilizzata nel progetto e prevedono un ampio campo di modulazione, caratteristica particolarmente coerente con l'esigenza di adattare la produzione di calore alla domanda effettiva.

Come lavorano insieme Mirai, etiKa Power e i terminali nelle camere?

Il sistema è stato progettato come una catena coerente nella quale generazione e terminali rispondono allo stesso obiettivo: fornire agli ambienti l'energia richiesta nel momento in cui serve, mantenendo elevato il comfort.

Le pompe di calore Mirai costituiscono la componente elettrica della generazione e possono contribuire alla climatizzazione invernale ed estiva. Durante il periodo invernale, le caldaie etiKa Power completano la configurazione ibrida e forniscono il supporto necessario quando il fabbisogno termico della struttura lo richiede.

L'energia viene quindi trasferita agli ambienti attraverso un sistema idronico e distribuita nelle camere tramite i ventilconvettori Silence THIN ETI.

È proprio la relazione tra questi diversi livelli a trasformare l'impianto da una semplice somma di apparecchiature in un sistema. La generazione viene dimensionata e modulata in funzione del fabbisogno, mentre i terminali trasferiscono caldo e freddo nei singoli ambienti.

È lo stesso principio alla base dell'approccio EMMETI ai sistemi HVAC integrati: il comportamento complessivo dell'impianto dipende dal modo in cui generazione, distribuzione e terminali vengono progettati per lavorare insieme.

Come integrare la climatizzazione senza alterare il design delle camere?

A Borgo Monchiero i terminali sono stati inseriti direttamente all'interno di elementi di arredo realizzati su misura, trasformando un vincolo architettonico in una parte integrante del progetto.

Nelle camere sono stati scelti i ventilconvettori Silence THIN ETI, la versione da incasso della gamma EMMETI. La profondità ridotta di 130 mm permette di limitare gli ingombri, mentre la tecnologia DC-Inverter consente una regolazione progressiva della velocità del ventilatore.

Nel caso specifico, i terminali sono stati perfettamente incassati nel mobilio progettato appositamente per le camere. La soluzione permette così alla componente impiantistica di rimanere visivamente discreta e di non interferire con l'identità degli interni.

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Questo aspetto è particolarmente rilevante nell'hospitality di alto livello. Il comfort non dipende soltanto dalla temperatura percepita: anche il rumore prodotto dall'impianto e la sua presenza visiva contribuiscono alla qualità complessiva dell'ambiente.

Quali risultati ha permesso di ottenere l'intervento?

Il risultato principale è un sistema di climatizzazione progettato attorno alle esigenze specifiche di una struttura ricettiva di pregio, capace di coniugare modulazione della generazione, supporto al fabbisogno invernale, comfort nelle camere e integrazione architettonica.

L'intervento ha comportato il rifacimento completo degli impianti idraulici e termotecnici dell'edificio. Le 8 pompe di calore Mirai in parallelo e le 3 etiKa Power in cascata costruiscono una generazione articolata su più unità, mentre i Silence THIN ETI trasferiscono l'energia agli ambienti senza diventare elementi invasivi nelle camere.

Il risultato può essere letto attraverso gli obiettivi progettuali effettivamente perseguiti: elevata modulazione della richiesta termica, silenziosità negli ambienti, possibilità di lavorare con spazi tecnici ridotti e integrazione dei terminali nel progetto di interior design.

L'installazione dell'impianto è stata curata da HIT.E.CO SOC. COOP.

Cosa insegna il caso Borgo Monchiero sulla progettazione degli impianti per hotel?

Il caso Borgo Monchiero mostra che la climatizzazione di un hotel, soprattutto quando si interviene su un edificio storico, non può essere affrontata scegliendo separatamente generatore e terminali. Prima della tecnologia vengono il fabbisogno dell'edificio, il modo in cui gli spazi saranno utilizzati, la variabilità dei carichi, il comfort richiesto agli ospiti e i vincoli dell'architettura.

Solo successivamente si costruisce la soluzione impiantistica.

A Borgo Monchiero questo approccio ha portato a combinare pompe di calore, caldaie a condensazione e terminali da incasso in una configurazione coerente con le esigenze dell'hotel. È proprio questa integrazione a permettere alla tecnologia di svolgere il proprio ruolo senza diventare protagonista degli ambienti: in una struttura ricettiva di pregio, il miglior impianto è spesso quello capace di garantire il comfort senza farsi percepire.

FAQ

Qual è il sistema di climatizzazione più adatto a un hotel?

Non esiste una soluzione valida per tutti gli hotel. La scelta dipende da dimensioni della struttura, distribuzione degli ambienti, profilo di occupazione, condizioni climatiche, necessità di riscaldamento e raffrescamento e livelli di comfort richiesti. La progettazione deve quindi partire dal fabbisogno reale dell'edificio.

Perché installare più pompe di calore in parallelo?

L'utilizzo di più pompe di calore in parallelo può consentire di suddividere la potenza installata su più unità e di adattare il funzionamento dell'impianto alle differenti condizioni di carico. Nel caso di Borgo Monchiero sono state installate 8 pompe di calore Mirai da 17 kW.

Perché abbinare una pompa di calore a caldaie a condensazione?

In un sistema ibrido la pompa di calore e la caldaia possono contribuire alla produzione termica secondo le condizioni e la logica definite dal progetto. A Borgo Monchiero le 3 etiKa Power 115 installate in cascata supportano le pompe di calore nella copertura del fabbisogno termico invernale.