
Una casa degli anni ’60 a Fano, in zona climatica E con inverni rigidi, è stata riqualificata passando dalla classe energetica G alla classe A3. Il risultato è stato ottenuto attraverso un progetto integrato, in cui il miglioramento dell’involucro edilizio, la pompa di calore, l’impianto radiante, il fotovoltaico e la regolazione intelligente del sistema lavorano insieme per ridurre il fabbisogno energetico, passato da 288 a 37 kWh/m² anno.
Il caso studio mostra come l’efficientamento energetico non dipenda da un singolo impianto, ma dalla capacità di progettare un sistema coerente con le caratteristiche dell’edificio, i suoi consumi e i suoi fabbisogni reali. In un intervento di questo tipo, l’isolamento termico dell’edificio ha un ruolo determinante, mentre la parte impiantistica e di regolazione consente di ottimizzare l’energia disponibile, in particolare quando è presente un impianto fotovoltaico.
La riqualificazione energetica di una casa esistente non significa semplicemente sostituire un impianto con uno più recente, né installare tecnologie efficienti senza considerare le caratteristiche dell’involucro edilizio. Per ottenere un miglioramento reale delle prestazioni serve un progetto capace di mettere in relazione l’edificio, il suo livello di isolamento termico, i suoi fabbisogni, le tecnologie installate e la regolazione del sistema.
Questo caso riguarda un’abitazione degli anni ’60 a Fano, partita da una situazione energetica molto critica: classe G e fabbisogno pari a 288 kWh/m² anno. Dopo l’intervento, l’edificio ha raggiunto la classe A3, con un fabbisogno ridotto a 37 kWh/m² anno.
Il risultato nasce da un sistema integrato in cui isolamento dell’edificio, pompa di calore, impianto radiante, fotovoltaico e gestione intelligente dell’energia non sono elementi isolati, ma parti di un unico progetto energetico. In questo equilibrio, l’involucro edilizio incide in modo determinante sulla riduzione delle dispersioni, mentre l’impianto e la regolazione permettono di ottimizzare la quota energetica gestita dal sistema.
Il consumo di una casa in classe G dipende anche dalla zona in cui si trova, dal clima locale, dal livello di isolamento dell’edificio e dal fabbisogno di riscaldamento. Nel nostro caso parliamo di una casa energivora situata a Fano, in zona climatica E: questo significa che l’edificio si trova in un’area con inverni abbastanza rigidi e una richiesta di riscaldamento importante.
Nel caso analizzato, il fabbisogno energetico iniziale era pari a 288 kWh/m² anno. L’abitazione risale agli anni ’60 e partiva da una condizione energetica critica: dispersioni importanti, involucro non performante, impianto datato e nessuna reale integrazione con fonti rinnovabili.
L’APE pre-intervento certificava una classe energetica G, con un indice EPgl,nren pari a 288,65 kWh/m² anno. Il documento indicava anche un impianto di climatizzazione invernale basato su caldaia standard del 1995, alimentata a gasolio/olio combustibile, con una potenza nominale di 51 kW.
Questi dati mostrano che la criticità non riguardava solo l’età del generatore, ma l’intero equilibrio tra edificio, isolamento, impianto e consumi. In una casa datata, con dispersioni importanti e un sistema non integrato con fonti rinnovabili, anche la sostituzione di un singolo componente non sarebbe stata sufficiente per ottenere un salto prestazionale significativo.

L’isolamento termico dell’edificio è uno degli elementi più importanti in una riqualificazione energetica. Prima ancora di scegliere un nuovo impianto, è necessario ridurre le dispersioni attraverso un involucro più performante: cappotto, serramenti efficienti, isolamento delle superfici opache e correzione dei punti critici dell’edificio.
In termini generali, il miglioramento delle prestazioni energetiche di una casa dipende per circa il 60% dalla qualità dell’isolamento e per il restante 40% dall’efficienza dell’impianto, dalla corretta progettazione del sistema e dalla sua regolazione. Per questo motivo, in un edificio datato, la sola sostituzione del generatore non basta: l’impianto può lavorare bene solo se inserito in un edificio capace di trattenere meglio il calore in inverno e limitare gli apporti indesiderati in estate.
L’intervento ha previsto una riqualificazione complessiva dell’abitazione, con il miglioramento dell’involucro edilizio e la realizzazione di un sistema energetico nuovo e integrato, progettato per gestire in modo coordinato riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.
Non si è trattato della semplice sostituzione di un generatore, ma di una riprogettazione del sistema edificio-impianto. Da un lato, la riduzione delle dispersioni ha abbassato il fabbisogno energetico dell’edificio; dall’altro, il passaggio a un sistema completamente elettrico, supportato da energia prodotta in sito, ha permesso di gestire i consumi in modo più efficiente.
Il nuovo sistema integra pompa di calore, impianto radiante, produzione di acqua calda sanitaria, fotovoltaico e regolazione intelligente, così da far lavorare le diverse componenti in modo coordinato e non come elementi separati.
Il progetto impiantistico è stato sviluppato integrando più sottosistemi tra loro, come evidenziato dagli schemi di climatizzazione invernale, estiva e dal sistema fotovoltaico. L’obiettivo non era solo installare tecnologie efficienti, ma farle lavorare in modo coordinato, in base ai fabbisogni reali dell’edificio e all’energia disponibile.
Nel funzionamento invernale, la pompa di calore aria-acqua rappresenta il generatore principale e alimenta l’impianto radiante, progettato per lavorare a basse temperature e garantire una distribuzione uniforme del calore. Questo consente di aumentare l’efficienza del sistema e ridurre i consumi rispetto a soluzioni tradizionali.
Per la climatizzazione estiva, lo stesso sistema viene utilizzato in modalità raffrescamento, sfruttando l’impianto radiante e la distribuzione progettata, in modo da mantenere continuità e coerenza tra le diverse stagioni.
La produzione di acqua calda sanitaria è affidata a uno scaldacqua a pompa di calore, integrato nel sistema complessivo e dimensionato in base ai fabbisogni dell’edificio.
A supporto della produzione energetica è stato installato un impianto fotovoltaico da circa 6 kW, che alimenta direttamente i consumi elettrici del sistema, riducendo il prelievo dalla rete e aumentando la quota di energia da fonti rinnovabili.
A completare il sistema interviene la regolazione FEBOS, che consente di ottimizzare il funzionamento delle diverse componenti dell’impianto. In presenza del fotovoltaico, FEBOS aiuta a utilizzare meglio l’energia prodotta in sito, favorendo l’autoconsumo e coordinando il lavoro della pompa di calore in base alla disponibilità di energia elettrica prodotta dai pannelli.
In questo modo, l’impianto non lavora in modo statico, ma si adatta alle condizioni reali di utilizzo: fabbisogno dell’edificio, produzione fotovoltaica, consumi elettrici della casa e richiesta di comfort. Gli schemi impiantistici mostrano quindi come questi elementi non siano indipendenti, ma facciano parte di un unico sistema progettato per ottimizzare la gestione dell’energia in tutte le condizioni di utilizzo.

FEBOS è il sistema di regolazione EMMETI pensato per migliorare il funzionamento dell’impianto e il controllo dei consumi energetici della casa. La sua funzione non è sostituire i componenti principali del sistema, ma coordinarli: pompa di calore, impianto radiante, produzione di acqua calda sanitaria e fotovoltaico lavorano così in modo più intelligente e coerente con i fabbisogni reali dell’edificio.
In presenza di un impianto fotovoltaico, FEBOS permette di valorizzare meglio l’energia prodotta in sito. Il sistema monitora produzione e consumi, favorendo l’autoconsumo dell’energia elettrica disponibile e orientando il funzionamento della pompa di calore nei momenti in cui la produzione fotovoltaica è più favorevole.
Questa logica consente di ridurre il prelievo dalla rete, contenere gli sprechi e aumentare l’efficienza complessiva del sistema.
L’intervento ha portato a un miglioramento radicale delle prestazioni energetiche dell’edificio, con un passaggio dalla classe G alla classe A3, come testimonia l’Ape post intervento, e una riduzione del fabbisogno energetico da 288 a 37 kWh/m² anno.
Questo risultato non rappresenta un semplice miglioramento, ma una vera trasformazione del comportamento energetico dell’edificio, ottenuta attraverso un sistema progettato in modo integrato.

Il fabbisogno energetico dell’edificio è stato ridotto di circa l’87%, passando da una condizione di elevato consumo a una configurazione ad alta efficienza.
Nel dettaglio:
• prima dell’intervento: 288,65 kWh/m² anno
• dopo l’intervento: 37,62 kWh/m² anno
Questa riduzione è significativa perché incide direttamente sui costi di gestione e sul fabbisogno energetico complessivo dell’edificio.
Anche la stima dei costi annui conferma il beneficio dell’intervento. Prima della riqualificazione, l’abitazione consumava circa 744 kWh di energia elettrica, pari a circa 134 € annui considerando un costo di 0,18 €/kWh, a cui si aggiungevano circa 3.248 litri di gasolio, per una spesa stimata di circa 5.846 € annui. La spesa energetica complessiva prima dell’intervento era quindi pari a circa 5.980 € all’anno.
Dopo l’intervento, il funzionamento della pompa di calore richiede circa 2.428 kWh di energia elettrica prelevata dalla rete, pari a circa 437 € annui. A questi si aggiungono circa 2.197 kWh coperti dall’energia prodotta dal fotovoltaico e autoconsumata dall’abitazione. In questo modo, la spesa energetica annua stimata passa da circa 5.980 € a circa 437 €, con un risparmio indicativo di circa 5.543 € all’anno.
Il ruolo del fotovoltaico è quindi centrale, ma lo è anche la gestione dell’energia prodotta. FEBOS contribuisce a ottimizzare l’utilizzo dell’energia gratuita prodotta dal sole, aumentando la quota di autoconsumo e favorendo il funzionamento dell’impianto nei momenti in cui l’energia fotovoltaica è disponibile.
Inoltre, il passaggio da un sistema a combustibile fossile a un sistema completamente elettrico, supportato da fotovoltaico, consente di ridurre in modo sostanziale anche l’impatto ambientale.
Il sistema funziona attraverso l’integrazione tra produzione, distribuzione, regolazione e utilizzo dell’energia. Pompa di calore, impianto radiante, fotovoltaico e sistema FEBOS lavorano in modo coordinato, in base ai fabbisogni reali dell’edificio e all’energia disponibile.
A differenza di un impianto tradizionale, in cui ogni componente lavora in modo indipendente, qui le tecnologie sono progettate per operare come un unico sistema. La regolazione permette di ottimizzare il funzionamento dei diversi elementi durante tutto l’anno, migliorando il comfort interno e riducendo gli sprechi energetici.
La pompa di calore aria-acqua rappresenta il cuore del sistema e copre le principali esigenze energetiche dell’edificio: riscaldamento invernale, raffrescamento estivo e produzione di acqua calda sanitaria.
Nel periodo invernale, la pompa di calore alimenta l’impianto radiante, progettato per lavorare a basse temperature. Questo aspetto è fondamentale perché consente di aumentare l’efficienza del generatore e ridurre i consumi rispetto a sistemi tradizionali ad alta temperatura. La regolazione del sistema contribuisce inoltre a sfruttare meglio l’inerzia dell’impianto radiante, accumulando energia termica quando le condizioni sono più favorevoli e mantenendo il comfort nelle ore successive.
Durante la stagione estiva, lo stesso sistema viene utilizzato in modalità raffrescamento, sfruttando la distribuzione esistente e mantenendo continuità tra le diverse modalità di funzionamento. La produzione di acqua calda sanitaria è invece affidata a uno scaldacqua a pompa di calore, integrato nel sistema complessivo e gestito in base ai reali fabbisogni dell’abitazione.
L’impianto fotovoltaico da 6 kWp contribuisce direttamente all’alimentazione elettrica della pompa di calore e degli altri consumi dell’edificio.
Questo significa che una parte significativa dell’energia utilizzata viene prodotta in sito, riducendo il prelievo dalla rete e aumentando la quota di energia da fonti rinnovabili. Il vantaggio principale non è solo economico, ma anche funzionale: il sistema è progettato per sfruttare l’energia disponibile quando viene prodotta.
In questa logica, FEBOS aiuta a valorizzare l’energia autoprodotta dal fotovoltaico, favorendo l’autoconsumo. Il sistema può orientare il funzionamento della pompa di calore e la produzione di acqua calda sanitaria verso i momenti in cui l’energia solare è disponibile, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza complessiva dell’impianto.
Un sistema integrato è più efficiente perché ogni componente è dimensionato e progettato in funzione degli altri. La pompa di calore lavora a basse temperature grazie all’impianto radiante, mentre il fotovoltaico contribuisce a coprire i consumi elettrici del sistema.

Negli impianti tradizionali, invece, i singoli elementi operano senza coordinamento, con conseguente perdita di efficienza e maggiore consumo energetico.
In questo caso, gli schemi impiantistici mostrano chiaramente come il progetto non sia basato sulla somma di tecnologie, ma su una logica di sistema in cui produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia sono integrati.
Questo caso dimostra che la riqualificazione energetica di un edificio non dipende dalla scelta di una singola tecnologia, ma dalla capacità di progettare un sistema coerente con le caratteristiche dell’immobile, il suo livello di isolamento e i suoi fabbisogni reali.
Il passaggio dalla classe G alla A3, con una riduzione del fabbisogno da 288 a 37 kWh/m² anno, non è il risultato di un intervento puntuale, ma di un progetto in cui involucro edilizio, pompa di calore, impianto radiante, fotovoltaico e regolazione intelligente lavorano insieme in modo integrato.
L’isolamento termico consente di ridurre le dispersioni e abbassare il fabbisogno dell’edificio. Il sistema impiantistico, invece, permette di gestire in modo efficiente l’energia necessaria per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria. In questa logica, FEBOS contribuisce a ottimizzare il funzionamento dell’impianto e a valorizzare l’energia prodotta dal fotovoltaico, favorendo l’autoconsumo e riducendo gli sprechi.
È proprio questa logica di sistema che consente di ottenere risultati concreti e misurabili, migliorando le prestazioni energetiche, riducendo i consumi e aumentando la quota di energia da fonti rinnovabili.
In questo senso, l’efficienza non è un elemento aggiuntivo, ma la conseguenza diretta di una progettazione corretta, capace di mettere in relazione edificio, impianto, regolazione e utilizzo reale dell’energia.