
Progettare una casa a basso consumo significa integrare l’impianto fin dalle prime fasi del progetto, non aggiungerlo come accessorio tecnico a fine lavori.
Nella realizzazione a Gualdo Tadino firmata EMMETI, il sistema impiantistico è stato sviluppato come un vero progetto nel progetto, in relazione con l’edificio, i fabbisogni energetici e il comfort abitativo.
La nuova abitazione unifamiliare integra pompa di calore aria-acqua, impianto radiante a pavimento, fotovoltaico, solare termico, predisposizione per ventilazione meccanica e regolazione FEBOS.
Le fonti rinnovabili hanno un ruolo centrale: il solare termico copre il 66,4% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria, mentre il fotovoltaico installato è da 4,0 kW.
Come si legge nella relazione tecnica, abbiamo raggiunto una copertura da rinnovabili dell’85,9% per l’acqua calda sanitaria e del 70,2% considerando climatizzazione invernale, ACS e climatizzazione estiva.
Il risultato è una casa a basso consumo, certificata in classe energetica A3, con EPgl,nren pari a 22,880 kWh/m² anno.
Quando si parla di case a basso consumo, spesso l’attenzione si concentra sulle singole tecnologie: pompa di calore, fotovoltaico, radiante o ventilazione meccanica. In realtà, la differenza non nasce dal singolo componente, ma dal modo in cui tutto il sistema viene progettato e fatto lavorare insieme.
In una nuova abitazione, l’impianto non dovrebbe essere sviluppato solo nella fase finale del cantiere. Deve entrare nella progettazione fin dall’inizio, perché incide direttamente sul comfort degli ambienti, sulla gestione dell’energia e sul comportamento futuro della casa.
È questo l’approccio adottato da EMMETI nella realizzazione di Gualdo Tadino, dove il progetto impiantistico è stato sviluppato come parte integrante dell’abitazione. Pompa di calore aria-acqua, impianto radiante a pavimento, fotovoltaico, solare termico, predisposizione per ventilazione meccanica e regolazione FEBOS sono stati integrati in un unico sistema progettato per migliorare efficienza, comfort e utilizzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
In questo caso reale, l’impianto diventa quindi un vero progetto nel progetto: una componente centrale della prestazione energetica e della vivibilità dell’edificio.
Una casa a basso consumo si progetta partendo dai fabbisogni reali dell’edificio e integrando l’impianto fin dalle prime fasi del progetto. L’efficienza non nasce dalla somma di tecnologie efficienti, ma dalla capacità di farle lavorare insieme in modo coerente.
In una nuova costruzione, ogni scelta impiantistica incide sul comportamento futuro della casa. La pompa di calore deve essere dimensionata in base ai fabbisogni dell’edificio.
L’impianto radiante deve essere pensato insieme alla distribuzione degli ambienti. Il fotovoltaico e il solare termico devono essere integrati nella logica energetica complessiva. La regolazione deve coordinare il funzionamento del sistema, evitando che ogni componente lavori in modo isolato.
Nell’impianto progettato a Gualdo Tadino, questa logica è stata applicata a una nuova abitazione unifamiliare. L’impianto non è stato trattato come un elemento tecnico da inserire dopo, ma come una parte integrante della casa: generazione, distribuzione, acqua calda sanitaria, ventilazione, fonti rinnovabili e regolazione sono stati pensati come un unico sistema.
Il risultato è una casa progettata per consumare meno, utilizzare meglio l’energia prodotta in sito e garantire un comfort termico stabile. Non è solo una questione di classe energetica: è il modo in cui l’edificio e l’impianto lavorano insieme a determinare la qualità finale dell’abitazione.
Il sistema impiantistico realizzato da EMMETI è stato progettato come parte integrante dell’abitazione, non come una somma di componenti installati separatamente. L’obiettivo era creare un impianto capace di gestire riscaldamento, acqua calda sanitaria, produzione da fonti rinnovabili e regolazione in modo coordinato.
La soluzione integra pompa di calore aria-acqua, impianto radiante a pavimento, solare termico, fotovoltaico, accumulo per acqua calda sanitaria, predisposizione per recuperatore di calore Emmeti Recupera DRY e regolazione FEBOS. Ogni elemento ha una funzione specifica, ma lavora all’interno della stessa logica progettuale.
La logica del sistema è proprio questa: ogni componente svolge una funzione specifica, ma il rendimento finale dipende dal modo in cui tutte le parti lavorano insieme. È l’integrazione tra generazione, distribuzione, rinnovabili e regolazione a trasformare l’impianto in un sistema efficiente.

Come dicevamo, il sistema funziona perché ogni componente ha un ruolo preciso e lavora in relazione con gli altri:
Pompa di calore aria-acqua
È il generatore principale dell’impianto. Utilizza l’aria esterna come sorgente e l’acqua come fluido lato utenze. Alimenta l’impianto idronico dell’abitazione e lavora in modo efficace con il radiante, perché può funzionare con temperature di mandata più basse rispetto a terminali tradizionali.
Impianto radiante a pavimento
Distribuisce il calore negli ambienti in modo uniforme, attraverso collettori e circuiti scaldanti dedicati. Questa soluzione migliora il comfort termico e contribuisce al rendimento della pompa di calore, perché riduce la necessità di lavorare con temperature elevate.
Regolazione climatica FEBOS
Coordina il funzionamento dell’impianto in base alle condizioni reali dell’abitazione. La regolazione è pilotata dalla temperatura esterna e agisce sulla temperatura dell’acqua in uscita dal generatore, adattando il sistema al fabbisogno effettivo.
Solare termico per acqua calda sanitaria
Il sistema Emmeti Arcobaleno VP 18, installato in falda a sud e integrato nella copertura, contribuisce alla produzione di acqua calda sanitaria. La relazione tecnica indica una copertura del 66,4% del fabbisogno annuo, con accumulo da 300 litri.
Impianto fotovoltaico
L’impianto fotovoltaico grid connected da 4,0 kW, installato sulle falde sud-est, sud e sud-ovest, contribuisce ai consumi elettrici dell’abitazione. La relazione tecnica indica una copertura del fabbisogno annuo pari al 28,60%.
Emmeti Recupera DRY
Aggiunge un ulteriore livello di comfort e qualità dell’aria. La relazione tecnica prevede una portata tra 80 e 300 m³/h e un rendimento termico del 91%.
In questo modo la pompa di calore produce energia termica, il radiante la distribuisce, il solare termico supporta l’acqua calda sanitaria, il fotovoltaico contribuisce ai consumi elettrici e FEBOS coordina il funzionamento dell’impianto.
L’efficienza finale nasce proprio da questa integrazione: ogni parte migliora il rendimento del sistema nel suo insieme.

Il risultato è una casa a basso consumo, certificata in classe energetica A3, in cui l’impianto contribuisce in modo diretto alla riduzione del fabbisogno energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Come riportato nell’APE, l’edificio raggiunge un valore EPgl,nren pari a 22,880 kWh/m² anno. È il dato che sintetizza la prestazione energetica finale della casa e conferma l’efficacia del sistema edificio-impianto realizzato.
La relazione tecnica mostra poi il contributo concreto delle fonti rinnovabili: 85,9% per l’acqua calda sanitaria e 70,2% considerando climatizzazione invernale, acqua calda sanitaria e climatizzazione estiva. Sono valori importanti perché indicano quanto il sistema sia stato progettato per ridurre il ricorso all’energia esterna e valorizzare l’energia prodotta in sito.
Entrando nel dettaglio, il solare termico copre il 66,4% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria, mentre l’impianto fotovoltaico da 4,0 kW copre il 28,60% del fabbisogno annuo.
L’APE riporta inoltre un valore di emissioni di CO2 pari a 4,560 kg/m² anno, insieme alla presenza dei servizi energetici principali: climatizzazione invernale, produzione di acqua calda sanitaria e solare fotovoltaico.
In sintesi, APE e relazione tecnica confermano una realizzazione ad alte prestazioni: una casa in cui pompa di calore, radiante, fotovoltaico, solare termico e FEBOS lavorano insieme per migliorare efficienza, comfort e gestione dell’energia.
Una casa a basso impatto si costruisce partendo da una progettazione integrata, in cui edificio e impianto vengono pensati insieme fin dall’inizio.
La realizzazione di Emmeti a Gualdo Tadino mostra proprio questo: il risultato non nasce da una singola tecnologia, ma dalla capacità di coordinare pompa di calore, impianto radiante, fotovoltaico, solare termico e regolazione FEBOS in un sistema unico, progettato per ridurre i consumi e migliorare il comfort quotidiano.
Vuoi capire quale sistema impiantistico è più adatto alla tua nuova abitazione? EMMETI può accompagnarti nella progettazione di una soluzione integrata, efficiente e coerente con le caratteristiche della casa.
Come si progetta una casa a basso consumo?
Una casa a basso consumo si progetta integrando fin dall’inizio edificio, impianto e fonti rinnovabili. Non basta scegliere singole tecnologie efficienti: è necessario costruire un sistema coerente, in cui generazione, distribuzione, regolazione e produzione da rinnovabili lavorino insieme.
Nel caso EMMETI a Gualdo Tadino, l’impianto è stato sviluppato come parte integrante della nuova abitazione monofamiliare, con pompa di calore, radiante a pavimento, fotovoltaico, solare termico, predisposizione per ventilazione meccanica e regolazione FEBOS.
Quali impianti servono per una casa in classe A3?
Per una casa in classe A3 servono impianti efficienti e progettati in modo coordinato. In questo caso sono stati integrati pompa di calore aria-acqua, impianto radiante a pavimento, solare termico per acqua calda sanitaria, fotovoltaico, predisposizione per recuperatore di calore e sistema FEBOS.
La classe energetica non dipende da un solo impianto, ma dal rapporto tra involucro, fabbisogni dell’edificio, produzione da rinnovabili e gestione complessiva dell’energia.
Perchè pompa di calore e radiante lavorano bene insieme?
Pompa di calore e impianto radiante lavorano bene insieme perché entrambi sono adatti a funzionare a basse temperature. Il radiante distribuisce il calore in modo uniforme negli ambienti e permette alla pompa di calore di operare con maggiore efficienza rispetto a sistemi che richiedono temperature di mandata più elevate.
Questo contribuisce a migliorare il comfort termico e a ridurre i consumi dell’abitazione.
Cosa fa FEBOS in un impianto domestico?
FEBOS ha il compito di coordinare il funzionamento dell’impianto. Nel caso di Gualdo Tadino, la regolazione climatica FEBOS è collegata alla temperatura esterna e agisce sulla temperatura dell’acqua in uscita dal generatore.
In questo modo il sistema può adattarsi meglio alle condizioni reali della casa, evitando sprechi e rendendo più stabile il comfort interno.
Che differenza c’è tra fotovoltaico e solare termico?
Il fotovoltaico produce energia elettrica a partire dalla luce solare e può contribuire ad alimentare i consumi elettrici della casa, compresa la pompa di calore.
Il solare termico, invece, utilizza l’energia del sole per produrre calore, soprattutto per l’acqua calda sanitaria. In un impianto integrato, fotovoltaico e solare termico svolgono funzioni diverse ma complementari.